Tutto il prestigio dell’artigianato di Pietrasanta – FRANCO CERVIETTI
Convergenza di artisti, reali e attori sul laboratorio di Pietrasanta
di Claudia Aliperto
Franco Cervietti è nato a Pietrasanta nel 1942 Il suo studio si trova nella zona Industriale del Portone dove si è trasferito dopo decenni trascorsi in centro città
Il mestiere si “rubba” sul campo e con il sudore di anni e anni trascorsi a lavorare sodo. Franco Cervietti ha appena festeggiato le sue ottanta primavere e non ha dubbi: “non ho rimpianti, ho realizzato tutto ciò che desideravo nella mia vita. Sono stato ripagato di tanti sacrifici che ho fatto fin da quando ero un ragazzino e lavoravo con mio padre“.
Quell’adolescente originario di Valdicastello ha fatto la storia ed è stato uno dei protagonisti della filiera per come la conosciamo oggi. Al laboratorio Cervietti di Pietrasanta sono passati i più grandi nomi dell’arte contemporanea, Giuliano Vangi, Fernando Botero, Jean-Michel Folon, ma anche Jeff Koonz e Gina Lollobrigida. Prima nel centro storico della Piccola Atene, in seguito negli ultimi anni presso l’area del Portone poco fuori il centro con un trasferimento reso necessario per motivi logistici: le strade strette del centro non consentivano più il passaggio ai grandi camion per il trasporto del materiale per la realizzazione di opere monumentali non solo in marmo, ma anche granito, bronzo, fino alla resina.
“Lavoro duro dagli anni Sessanta, quando ho iniziato eravamo nel pieno della prolifica stagione artistica del territorio che aveva preso il via all’Henraux con la gestione Cidonio: le fonderie e i laboratori erano frequentati dai molti artisti stranieri, tra cui spiccavano Henry Moore e Botero che a Pietrasanta hanno trovato artigiani capaci. Dopo una crisi dell’arte funeraria e sacra, con mio padre venimmo licenziati dal laboratorio Santoli e Rovai dove eravamo dipendenti. Così trovammo un primo fondo all’area del mercato coperto destinato oggi a diventare il Museo dedicato a Igor Mitoraj. Il babbo era bravo, fu lui ad avere l’intuzione dei modelli anche se non era tagliato per gli affari. Io avevo frequentato tre anni della scuola d’Arte”.
Se chiediamo il mestiere da chi l’ha imparato, la risposta è categorica.
“Il mesiere si rubba, spesso i ragazzi che vengono a lavorare da me chiedono come fare un taglio o una lavorazione. Ma rispondo sempre che bisogna capirlo da soli, lavorando il materiale. Personalmente ho trascorso anni in laboratorio anche il sabato e la domenica perchè avevo una grande passione e sono rimasto sempre modesto. Molti mi ricordano in giro per Pietrasanta con l’ape su cui son saliti anche Mitoraj e la Lollobrigida”.
Di quello che fu l’antico laboratorio Cervietti nel centro storico è rimasto ben poco, al suo posto tra qualche tempo sorgerà edilizia residenziale. Restano i ricordi e una gipsoteca ereditata dalla ditta Luisi che aveva sede proprio nei locali in zona Porta a Lucca dove si trovano anche gli uffici del nostro giornale. La storia di Cervietti si è intrecciata con quella di tutte le grandi personalità che hanno scelto di affidarsi alle sue mani per la creazione di opere d’arte esportate in ogni parte del mondo.
Dunque, la domanda sorge spontanea, per chi in particolare prova ammirazione?
“Il Maestro Vangi è senz’altro uno dei grandi del nostro tempo, è in grado di lavorare qualsiasi materiale dal m
armo all’avorio. Si è sempre dedicato molto alla scultura, ricordo che spesso si fermava fino a tardi per confrontarsi sulle tecniche di lavorazione. E’ stato tra coloro che mi hanno incoraggiato quando ho dovuto trasferire il laboratorio e ha preso spunto proprio dal nostro progetto quando ha dovuto rifare il suo studio. Ma ricordo con affetto tutti coloro che hanno lavorato con me, da ognuno di loro, così come dal semplice operaio, ho imparato qualcosa”.
Intorno a Cervietti c’è un’aura di stima riconosciuta da più parti, nel suo ufficio numerosi sono i ritratti realizzati da amici ed artisti che hanno collaborato con lui.
“Tanta gente ha avuto fiducia in me, fiducia che ritengo di essermi guadagnato sul campo con l’impegno e la serietà, ma ho saputo dire anche qualche no”.
Nel 2014 lo studio d’arte Cervietti ha firmato la prestigiosa riproduzione della fontana di Apollo, il cui originale si trova nei giardini della celebre Reggia di Versailles vicino Parigi, realizzata completamente in marmo. Un’opera così imponente, di quattordici metri di diametro, a Pietrasanta non si era mai vista. Duecentotrenta tonnellate di marmo di Carrara della Cava Querciola sono state necessarie per una delle commesse più importanti prodotte nel distretto Apuo Versiliese.

Il lavoro è stato ordinato da una società di Taiwan, che da anni collabora con l’azienda, per ornare il parco di un nuovo polo museale che ospita anche numerose opere di arte classica.
La fontana ha trovato la sua collocazione nel giardino insieme ad una serie di vasi lavorati e un gruppo di quindici statue che ritraggono divinità dell’antica Grecia. Il complesso della fontana, con al centro il dio Apollo, aveva richiesto due anni e mezzo di lavorazione artigianale con l’impiego di cinque operai della ditta che hanno dato vita alla versione marmorea “bianca” dell’originale francese di Jean Baptiste Tuby, in bronzo dorato risalente alla seconda metà del 1600. Il lavoro è stato concluso nell’Agosto 2014 e ha richiesto tutta la professionalità degli artigiani pietrasantini oltre alla grande cura per i particolari.








