skip to Main Content

Nilda Comas Da Pietrasanta al Campidoglio la statua di Mary

Le interviste della Terza Pagina

A cura di Claudia Aliperto

Da Pietrasanta al Campidoglio la statua di Mary, leader americana dei diritti civili
L’opera  di Nilda Comas realizzata nel laboratorio di Franco Cervietti

Nilda Maria è nata e cresciuta a San Juan di Porto Rico. Padre docente di arte, un fratello artista ed uno architetto, sarà la prima donna ispanica a scolpire una statua per la United States Capitol National Statuary Hall a Washington, D.C. Ha studiato scienze umane e filosofia all’Università di Porto Rico, belle arti alla Sam Houston State University e ha conseguito una laurea in Belle Arti presso l’Università di Houston.

Come spesso accade il legame dei grandi scultori che vivono e lavorano a Pietrasanta nasce da incontri fortuiti oltreoceano. è il caso anche dell’artista Nilda Comas originaria di Puerto Rico, padre professore di arte all’università, due fratelli uno artista anch’egli e l’altro architetto.
Un’infanzia trascorsa a respirare l’arte: “Avevamo tanto tempo per dipingere e disegnare da piccoli, quando sono diventata grande ho voluto imparare la tecnica e mi sono laureata in Belle Arti presso l’Università di Houston” ricorda. Il collegamento con la Piccola Atene arriva grazie all’incontro con Bruno Lucchesi, scultore pietrasantino che all’epoca abitava a New York, che le consigliò di venire in Italia. “Ho imparato molto da Lucchesi, che aveva uno stile classico, in primis la tecnica e in seguito mi sono appassionata al tema della mitologia. A Pietrasanta ho conosciuto molti altri grandi artisti, tra questi Ivan Theimer, da cui ho preso ispirazione per l’interpretazione della Storia. La scultura crea nello spazio qualcosa che non esiste, è la materia che crea un pezzo di arte con l’ispirazione”.

Sostiene che l’artista debba avere una conoscenza approfondita della tecnica del mestiere, perchè?

“L’artista è come un artigiano e la scultura è un linguaggio: se non sai come scrivere non puoi comunicare. Un artista deve sentirsi libero di creare, senza pensare troppo, e può farlo solo se conosce molto bene la tecnica. Sono un artista figurativa perciò devo conoscere l’anatomia del corpo e le proporzioni che sono molto importanti”.

Cosa le hanno trasmesso i grandi artisti oltre la tecnica?

“Ho appreso che essere artista non è solo un mestiere, ma una forma di vita. Bisogna prendere ispirazione da ciò che osserviamo intorno a noi perchè non si lavora mai solo nello studio. In ogni istante della mia quotidianità osservo la realtà che mi circonda per formare un mio pensiero, la scultura non è solo riprodurre ciò che si osserva”.

Ci parli della sua scultura raffigurante la leader dei diritti civili, Mary McLeod Bethune realizzata a Pietrasanta e della simbologia che sta dietro quest’opera.

“Per questa scultura ho lavorato per ben due anni studiando a lungo la sua storia personale: è stata una donna forte ma umile. Proveniva da una famiglia povera e molto numerosa, quando ha imparato a leggere lo ha insegnato a tutta la sua famiglia ed è riuscita a conseguire undici lauree. Ho avuto modo di ascoltare la sua voce tramite una registrazione di un intervento al Congresso, aveva un buon inglese e il tono era molto dolce anche se diretto. L’opera è stata voluta dal comitato della cultura della Florida che ha deciso di cambiare la scultura che era esposta al Campidoglio. Dopo aver vinto il bando di concorso  ho iniziato a fare una ricerca approfondita della sua vita: sono stata a vedere la casa in cui abitava in Carolina del Sud e alla scuola che ha frequentato a Chicago. è stata una figura molto importante che ebbe incontri con grandi personalità dell’America, tra questi Rockefeller che finanziò il suo progetto di costruire una Università per i neri. è stata consigliera di quattro presidenti degli USA, un fatto di grande valenza poichè in quegli anni i neri non avevano diritti. Non appena si guarda la scultura, si nota il cappello da laureata che simboleggia l’educazione. La cappa è aperta perchè aveva due personalità che l’hanno portata ad essere la madre dei diritti civili. Il bastone che la sorregge le fu regalato da Roosevelt che le fu molto vicino.  Alla base della statua ho scelto di porre dei libri per il forte desiderio di imparare che caratterizzò tutta la sua vita”.

Ha fondato il “Lagacy Art Studio”: di cosa si tratta e quali sono le sue finalità?

“Con lo Studio abbiamo realizzato numerosi lavori, tra cui anche un progetto dal valore di un milione di dollari che prevedeva la realizzazione di un monumento per i bambini scomparsi. Ogni otto secondi negli USA sparisce un bambino per cause politiche e non solo. Da sempre mi piace occuparmi di questioni sociali, ho insegnato arte ai bambini orfani e ai senzatetto in Florida, esperienza da cui sono nate tre mostre dal titolo ‘The Art of Hope’, di cui alcuni pezzi sono stati venduti al pubblico”.

Mary Jane McLeod Bethune (Mayesville, 10 luglio 1875 – Daytona Beach, 18 maggio 1955) è stata un’educatrice e imprenditrice statunitense, leader dei diritti civili e nota per la creazione di una scuola per studenti afroamericani a Daytona Beach (Florida), che poi diventò la Bethune-Cookman University e per essere stata un consulente del presidente Franklin D. Roosevelt.

“There is a spiritual undergirding I feel now that wpuld say to me be quiet, and let the tears of gratitude flow because you have been humble enough to permit a great God to take a life, reshape it and mold it and send it out. To give out sunshine and love and peace and brotherhood among all men regardless of their creed, their class, their color”.
“C’è una cintura spirituale che sento ora che dovrebbe dirmi di stare zitta e lasciare che le lacrime di gratitudine sgorghino perché sei stato abbastanza umile da permettere a un grande Dio di prendere una vita, rimodellarla, modellarla e inviarla. Per diffondere il sole, l’amore, la pace e la fratellanza tra tutti gli uomini, indipendentemente dal loro credo, classe, colore”.

Estratto dal discorso di Mary  McLeod Bethune, 1955

Altre notizie

Back To Top